“Tanto lo so che sei come me. Non ho mai creduto a quella storia che sei daltonico”

Delle tante battute che ci sono nel trailer di “Bulli Elliot” questa è quella che mi ha fatto contemporaneamente ridere e sospirare di più.

Ridere per la situazione paradossale, sospirare perchè mi ha fatto venire alla mente quante volte da adolescente omosessuale l’ho soffocata per paura della reazione esterna, pensata, detta quando ho avuto il coraggio.

Alessandro Cattellan con questo finto trailer ha fatto un grande lavoro di comunicazione contro il pregiudizio.

Ha mostrato quello che noi persone omosessuali e transessuali  proviamo quando,  per paura delle conseguenze, ci costringiamo a vivere una vita che non è la nostra.

Lavorando sugli stereotipi più comuni è riuscito a comunicare la realtà di chi subisce l’attacco dei bulli. I gay cattivi e bulli sono ovviamente super stilosi, creativi, eccentrici.

Sono quello che la gente vuole che siano le persone omosessuali: un po’ macchiette. Lui è quello che invece siamo davvero! Spaventati, insicuri, sotto pressione da chi ci vuole incasellati in un ruolo che non è il nostro.

Lo so che su Dapasserella dovrei parlare di moda, ma stavolta ho voluto parlare di qualcosa che mi sta più a cuore: la libertà. La libertà di vivere la propria vita senza sentirsi sbagliati, inadeguati. La libertà di chiamare con il proprio nome le cose, la libertà di non essere soli, la libertà di esserlo perchè ci piace esserlo, la libertà del nostro corpo con tutte le sue forme e dimensioni.

I protagonisti di questo trailer sono Alessandro Cattelan, Guglielmo Scilla, Diego Passoni, Alessandro Fullin, Ildo Damiano, Tomaso Zorzi, a cui mi sento di dire Grazie perchè solo con la visibilità si sconfigge l’anonimato che porta alla solitudine sociale.